Prima o poi ogni genitore se lo chiede: come motivare i bambini a studiare pianoforte quando l’entusiasmo dei primi mesi comincia a calare? È normale che succeda. La voglia di suonare però non si impone dall’esterno: si coltiva un po’ alla volta, partendo da quello che il bambino prova già quando si siede allo strumento.
Le piccole conquiste che fanno tornare al pianoforte
I bambini si appassionano a ciò che li fa sentire capaci. Suonare dall’inizio alla fine un brano che conoscono, accorgersi che le mani ricordano una melodia senza guardare la tastiera, farla ascoltare ai nonni la domenica: sono queste piccole conquiste a far venire voglia di tornare al pianoforte il giorno dopo. La psicologia della motivazione lo conferma. Quello che si fa per il piacere di farlo dura molto più a lungo di ciò che si fa per dovere o per evitare un rimprovero.
Come motivare i bambini a studiare pianoforte ogni giorno
Con i miei allievi più piccoli cerco di spiegare sempre perché un esercizio serve, invece di limitarmi a chiederlo. Un bambino che capisce che quella scala gli renderà più facile il brano che ama si esercita con un altro spirito. Aiutano molto anche alcune abitudini semplici: pochi minuti ogni giorno invece di un’ora il sabato, un momento fisso della giornata dedicato allo strumento, un genitore che ogni tanto si siede ad ascoltare con curiosità, senza correggere.
Non si tratta di essere permissivi. È la differenza tra un bambino che studia perché deve e uno che, col tempo, sente sua la ragione per cui vale la pena esercitarsi.