Un equivoco molto diffuso sul rilassamento nella tecnica pianistica: che per suonare con forza e precisione servano muscoli tesi, un polso fermo e irrigidito, un braccio “pronto a colpire”. È l’esatto contrario di come funziona una buona tecnica, ed è anche una delle cause più comuni di fatica e dolori tra chi suona da anni.

Il rilassamento nella tecnica pianistica: coordinare, non irrigidire

La vecchia idea di tecnica puntava tutto sulla forza delle dita, sforzando l’avambraccio fino all’affaticamento. Il modo più efficace di suonare, invece, consiste nel far collaborare i muscoli forti del braccio e della spalla con quelli più deboli delle dita, sfruttando anche la forza di gravità invece di combatterla. Non serve rinforzare i muscoli: serve imparare a coordinarli, usando il minimo sforzo necessario.

Il peso morto del braccio

Un esercizio semplice che uso spesso con i miei allievi: sollevo io stesso il loro braccio, senza che loro lo tendano, poi lo lascio ricadere come un peso morto. È il modo più diretto per fargli sentire davvero cosa significa rilassamento, una sensazione che poi va ritrovata anche mentre si suona.

Un rilassamento completo non è possibile mentre si suona: alcuni muscoli restano sempre attivi. Ma saper riconoscere quali attivare e quali lasciare andare è proprio ciò che distingue una tecnica solida da una che, con gli anni, si paga cara.

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Angelo Morelato

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