A qualche tempo dall’uscita di Tra Sogno e Forma, mi va di tornare su questo disco non per parlare ancora dell’uscita in sé, ma di quello che c’è dietro: le scelte, i dubbi, il percorso che mi ha portato a mettere insieme proprio queste quattro pagine di Mozart.
Non è stato un progetto nato da un’idea improvvisa. Mozart mi accompagna fin dagli anni di studio, ma è un compositore che si avvicina con rispetto quasi timoroso: la sua scrittura sembra semplice a uno sguardo superficiale, e proprio per questo non perdona nulla. Ogni frase è esposta, senza il rifugio di una scrittura più densa dietro cui nascondersi.
La scelta di affiancare le Fantasie KV 475 e KV 397 alle Sonate KV 330 e KV 333 è nata dal voler raccontare due anime della stessa voce: da un lato l’improvvisazione, il pensiero che si costruisce mentre si ascolta; dall’altro l’architettura, la forma che dà stabilità e respiro. Da qui il titolo, Tra Sogno e Forma: una tensione che a Mozart non interessava mai risolvere del tutto.
Lo studio di questo repertorio è stato un lavoro lungo, fatto più di sottrazione che di aggiunta: capire cosa togliere, quali gesti interpretativi lasciare da parte per lasciare che la musica parlasse con la propria voce, senza sovrapporre troppo la mia. È una disciplina che porto anche nell’insegnamento. Probabilmente è la lezione più grande che Mozart continua a darmi.
Chi vuole ascoltare il disco per intero, nell’ordine con cui è stato pensato, lo trova qui sotto, oppure su Spotify, Apple Music e YouTube.