Storie da un tasto:
Preludio BWV 924
La rubrica che racconta la storia dietro ai brani che suono e insegno. Si parte dai 23 Pezzi Facili di Bach, con il Preludio che apre la raccolta.
Köthen, 1720
Nel gennaio del 1720, a Köthen, Bach ha trentacinque anni e un figlio di nove, Wilhelm Friedemann, a cui vuole insegnare a suonare. Comincia a scrivere per lui un quaderno personale: il Clavierbüchlein für Wilhelm Friedemann Bach. Non è una raccolta pensata per il pubblico, è un manuale fatto in casa, uno dei primi esempi conosciuti di libro di metodo per tastiera. Dentro, oltre ai brani, Bach inserisce anche una tabella con la diteggiatura e una tavola che spiega come eseguire gli abbellimenti: un livello di sistematicità raro per l’epoca, quando la maggior parte degli insegnanti si limitava a mostrare, non a scrivere.
Questo Preludio in Do maggiore è tra i primi brani di quel quaderno. È un brano semplice quasi per definizione, pensato apposta perché un bambino di nove anni potesse suonarlo, ma è anche l’inizio di una tradizione che arriva fino a oggi: quella di insegnare il pianoforte attraverso brani brevi e caratteristici invece che solo con esercizi meccanici. Ogni metodo pianistico moderno, in un certo senso, discende da questo quaderno.